Oltre 150 partecipanti all’evento nazionale promosso da CGBI. Umberto Gorra eletto presidente della nuova associazione. Giansanti: “Dieci anni fa ci avrebbero considerato visionari”
Non un semplice convegno sul biometano e nemmeno soltanto la nascita di una nuova associazione. La giornata promossa da CGBI – Confederazione Generale Bieticoltori Italiani a Porto Mantovano ha segnato l’avvio di un progetto destinato a mettere in relazione produzione agricola, organizzazione dell’offerta, logistica, trasformazione industriale, finanza e mercato energetico.
Nel corso della mattinata è stata infatti costituita ufficialmente APICE – Associazione Produttori Italiani Colture Energetiche, nuovo soggetto nazionale chiamato a rappresentare e organizzare la componente agricola della filiera del biometano. Alla guida della nuova associazione è stato eletto Umberto Gorra, presidente di Confagricoltura Piacenza.
La costituzione di APICE ha rappresentato il primo atto di una giornata che ha richiamato oltre 150 partecipanti tra imprenditori agricoli, cooperative, operatori energetici, istituti finanziari, tecnici e rappresentanti delle istituzioni, riuniti a Villa Schiarino Lena per l’evento nazionale “Il Biometano in Italia 2026-2030”.
Ad aprire i lavori è stato il presidente di CGBI Gabriele Lanfredi, che ha illustrato il percorso sviluppato dal sistema bieticolo negli ultimi anni e le prospettive di crescita della nuova filiera agroenergetica.
Lanfredi ha ricordato come il gruppo bieticolo operi oggi su circa 40.000 ettari complessivi, comprendendo 4.500 ettari di bietole, 35.000 tonnellate di polpe, 7.000 ettari collegati a 22 impianti di biometano, alimentati anche da circa 900.000 tonnellate di reflui bovini, oltre a 4.500 ettari di soia e colza, 15.000 ettari di erba medica certificata e 8.000 ettari di biomasse energetiche. Il sistema può inoltre contare su 23 società consortili costituite e su un piano di sviluppo che prevede 10 nuovi impianti di biometano attualmente in fase di realizzazione, parte dei quali entreranno in funzione entro la fine del 2026 e i restanti nel corso del 2027.
«Con APICE – ha dichiarato Lanfredi – non stiamo semplicemente costituendo una nuova associazione. Stiamo costruendo una filiera. Oggi il biometano richiede una nuova capacità organizzativa capace di mettere in relazione agricoltori, cooperative, proprietari degli impianti, industria, finanza e mercato. Dobbiamo governare l’intero processo, dalla produzione in campo fino alla valorizzazione finale del prodotto energetico».
Tra i momenti più significativi dell’evento il collegamento del presidente nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, che ha sottolineato il ruolo ormai strategico assunto dal biometano nel sistema agricolo italiano.
«Se dieci anni fa avessimo raccontato ciò che stiamo realizzando oggi con il biometano agricolo probabilmente ci avrebbero considerato dei visionari. Oggi invece possiamo dire che le aziende agricole che hanno investito in questo percorso stanno producendo risultati concreti. Il biometano rappresenta una delle grandi opportunità di sviluppo per l’agricoltura italiana e le imprese che producono energie rinnovabili saranno protagoniste anche nei futuri sistemi di carbon farming e di valorizzazione dei servizi ambientali».
È intervenuto inoltre Nicola Gherardi, presidente di ANB e componente della Giunta nazionale di Confagricoltura con delega alla transizione energetica.
«La produzione di energia agricola è già una realtà. Il settore primario è pronto per questa sfida. L’energia verde rappresenta una grande opportunità per le imprese agricole, per il comparto e per il Sistema Paese. Per questo Confagricoltura ha sostenuto la nascita di APICE e continuerà a supportarne il percorso di crescita e consolidamento».
Presente all’evento anche il presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna Marcello Bonvicini, che si è complimentato con il neopresidente Umberto Gorra e con CGBI per il lavoro svolto nella costruzione del nuovo progetto associativo.
Nel corso del pomeriggio si sono inoltre confrontati alcuni dei principali protagonisti della filiera nazionale: Caterina Nigo (Consorzio Italiano Biogas), Marco Ortu (Bioenerys), Giuseppe Liberatore (Valoritalia), Stefano Belleggia (BNL BNP Paribas) e Leonardo Minelli (Regione Lombardia), affrontando i temi della sostenibilità economica degli investimenti, della certificazione del biometano, della finanza di filiera e delle prospettive di crescita del comparto nel quadro degli obiettivi energetici europei.
Tra i partner dell’iniziativa un ruolo significativo è stato svolto da BNL BNP Paribas, che attraverso l’intervento di Stefano Belleggia, Responsabile Desk Energy, ha portato il punto di vista del sistema finanziario sullo sviluppo della filiera del biometano e sulle opportunità di investimento legate alla transizione energetica.
Nel concludere i lavori, il neopresidente di APICE Umberto Gorra ha indicato le priorità che accompagneranno l’attività della nuova associazione nei prossimi anni.
«Con la nascita di APICE prende forma un nuovo modello organizzativo destinato ad accompagnare l’evoluzione della filiera agroenergetica italiana. Produzione agricola, indipendenza energetica, decarbonizzazione e competitività delle imprese sono oggi elementi sempre più strettamente collegati. La sfida che abbiamo davanti è trasformare il biometano da semplice opportunità tecnologica a sistema industriale integrato, capace di creare valore lungo tutta la filiera, dal campo al mercato. APICE nasce proprio per contribuire a questo percorso».
